9
mag
2011
Lo scooter è nato in Italia, grazie alla Vespa della Piaggio e alla Lambretta. Da quei veicoli con prestazioni motoristiche e telaistiche molto tranquille, sia è via via passati a mezzi più performanti che hanno tendenzialmente abbandonato l’uso del classico cambio a marce di derivazione motociclistica a favore di un cambio a variazione continua e quindi automatico.
Verso la metà degli anni ’90, lo scooter, soprattutto in versione da 50cc, ha spopolato tra i giovani, in particolare con i modelli Aprilia Sr, Gilera Runner, Piaggio NRG, Yamaha Aerox e Malaguti Phantom. Per coloro che non possono guidare l’auto, questi mezzi sono ideali grazie alla loro economicità e facilità di guida.
Presto sono comparsi i primi kit di elaborazione, prodotti per i principali modelli di scooter motorizzati Piaggio e Minarelli, che consentivano prestazioni degni di una vera motorbike. Ditte produttrici leader nel mercato, come le italiane Polini e Malossi, hanno creato anche delle competizioni su pista e di motocross riservate agli scooter.
L’inizio degli anni 2000 ha visto un declino costante nella vendita di questi mezzi: la spasmodica corsa alla ricercatezza tecnica ne ha fatto lievitare i costi, diventati superiori a molti modelli con cilindrate superiori. Se aggiungiamo il caro benzina, la maggior fiscalità delle forze dell’ordine nei controlli contro le elaborazioni, e l’avvento della concorrenza cinese low cost, queste bike sono state quasi del tutto soppiantate in favore di mezzi più economici e parchi nei consumi, con motori 4 tempi spesso di cilindrata superiore ai 150cc così da poter viaggiare anche in autostrada.